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Raccolta degli usi e delle consuetudini

Nell'ambito delle competenze di regolazione del mercato attribuite alle Camere di Commercio ( legge 580/1993art. 2 comma 2 lettera m) rientra l'obbligo di raccogliere, di accertare e di revisionare gli usi e consuetudini connessi alle attività economiche e commerciali. L'esecuzione di questo compito impegnativo rappresenta una prerogativa storica dell'Ente camerale: essa era già prevista dal R.D. 2011/1934.

L’uso o consuetudine consiste nella ripetizione di un comportamento generale, uniforme e costante, osservato per un lungo periodo di tempo con la convinzione di ottemperare ad una norma giuridica obbligatoria.

Nell’ordinamento giuridico italiano gli usi sono fonte terziaria del diritto (artt. 8-9 disposizioni preliminari al codice civile). Ciò significa che non possono mai essere contrari a norme di rango superiore (leggi e regolamenti), e che acquistano efficacia se richiamati dalle norme (usi secundum legem) oppure se riguardano materie non regolate da legge o regolamento (usi praeter legem). Per queste ragioni, l’accertamento e la raccolta scritta degli usi riveste notevole importanza nell’ambito delle contrattazioni e nella definizione delle controversie.

Nel codice civile in particolare, gli usi sono richiamati in quanto strumenti di integrazione e di interpretazione dei contratti. Si riportano di seguito i principali riferimenti del codice civile agli usi.

Art. 1374 c.c. Integrazione del contratto.
Il contratto obbliga le parti non solo a quanto è nel medesimo espresso, ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge, o, in mancanza, secondo gli usi e l'equità

Art. 1340 c.c. . Clausole d'uso.
Le clausole d'uso s'intendono inserite nel contratto, se non risulta che non sono state volute dalle parti

Art. 1368 c.c. Pratiche generali interpretative.
Le clausole ambigue s'interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui il contratto è stato concluso.
Nei contratti in cui una delle parti è un imprenditore, le clausole ambigue s'interpretano secondo ciò che si pratica generalmente nel luogo in cui è la sede dell'impresa.

 

Gli usi pubblicati nelle raccolte delle Camere di Commercio sono utilizzabili come fonte di diritto e si presumono esistenti fino a prova contraria (art. 9 disposizioni preliminari al codice civile).

In assenza di tale raccolta, la prova dell’uso deve essere data da chi vi abbia interesse, cioè da chi ne richiede l’applicazione.

E’ evidente quindi che la presenza di una raccolta degli usi a livello locale limita l’insorgere di contenziosi e, in caso di contenzioso, facilita l’accertamento dell’uso in sede giudiziale.

La procedura di accertamento degli usi avviene attraverso diverse fasi e richiede la nomina di una Commissione Provinciale e diversi Comitati Tecnici.

La Commissione è nominata dalla Giunta camerale.

Per ogni settore viene costituito un apposito Comitato Tecnico.

La Commissione stabilisce il numero dei comitati, il numero dei componenti degli stessi e le indicazioni per le richieste di designazione degli stessi.

Il Presidente ed i componenti dei Comitati sono nominati dalla Giunta camerale.

Gli accertamenti e le ricerche dirette ad acquisire elementi di informazione sugli usi in essere prevedono l’invio dell’ultima raccolta indicativamente a tutti i Comuni e gli enti pubblici della provincia, al Tribunale, alle associazioni sindacali, agli ordini professionali ed alle Università, con la richiesta di fornire osservazioni scritte in merito alla conferma, modifica o integrazione degli usi accertati in passato per ciascun settore economico.

Tutta la documentazione pervenuta viene esaminata dalla Commissione e dai Comitati.

Ulteriori accertamenti sono predisposti sulla base delle osservazioni e delle proposte della Commissione e dei Comitati.

La Giunta camerale approva lo schema di raccolta, che viene essere inviato a tutti i soggetti inizialmente coinvolti nella procedura con l’assegnazione di un termine per inviare osservazioni.

Trascorso il termine suddetto, le eventuali osservazioni sono esaminate dai Comitati e dalla Commissione, la quale formula alla Giunta camerale la proposta definitiva di raccolta degli usi.

La registrazione degli usi si conclude con la pubblicazione in un'apposita Raccolta.

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